Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

16 giugno 2011

Smilitarizzazione e ritiro delle truppe dall'Afghanistan e Libia

Nella dimenticanza pressochè totale e nella messa in sordina degli interventi militari che lo stato italiano porta avanti in Afghanistan e Libia ( nonostante gli "incidenti"con feriti e morti, sofferti da noi e dalla popolazione civile di questi luoghi) vogliamo rilanciare il ns documento, già pubblicato su questo blog, e l'iniziativa che assieme ad altre associazioni del territorio abbiamo indirizzato al comune di padova per sollecitare una discussione pubblica sulla guerra. In questa strada cerchiamo di coinvolgere all'inizio i settori più interessati a questo tema (Delega alla pace e assessorato alla cooperazione)
Di seguito riportiamo la lettera inviata.

A Milvia Boselli, delegata del Sindaco per Pace e Diritti Umani
All’Assessore alla Cooperazione Alessandro Zan
Alla Presidente del Consiglio Comunale Daniela Ruffini


Noi cittadini/e padovani/e che facciamo parte di associazioni pacifiste vogliamo esprimere ai nostri rappresentanti in Consiglio Comunale la nostra forte preoccupazione per il coinvolgimento diretto dell’Italia in operazioni belliche.
Il nostro paese è in guerra: non si combatte sul nostro territorio, ma è in atto il meccanismo della guerra con tutto ciò che questo comporta: aumento delle spese militari e, invece, tagli drastici ai fondi per la cooperazione, militarizzazione del territorio e diffusione di una cultura di guerra.
Il nostro è un paese che – anche se lo nega - fa la guerra in spregio all’articolo 11 della Costituzione: attualmente in Afghanistan e in Libia.
In Afghanistan dopo 10 anni di guerra, dopo la morte di oltre 40.000 civili a causa, principalmente, dei bombardamenti aerei, tutti gli obiettivi inizialmente dichiarati sono falliti (lotta al terrorismo, portare democrazia e sicurezza, liberare le donne afghane).
In Libia i paesi con forti interessi in quest’area non hanno perso tempo in pressioni diplomatiche, passando direttamente all’opzione militare in nome della difesa dei civili, ma in realtà la guerra colpisce chi dichiara di voler proteggere e nessuna soluzione si profila. I profughi dalla Libia partono in condizioni disumane senza ricevere alcuna protezione e, nel caso arrivino, un’accoglienza dignitosa.

Consapevoli che la violenza genera solo violenza, chiediamo un dibattito pubblico del Consiglio Comunale con la cittadinanza sulla guerra.
Fiduciosi/e nella vostra sensibilità per l’argomento, chiediamo la vostra disponibilità a un incontro per verificare insieme la possibilità di arrivare a un dibattito pubblico.

In attesa di una vostra sollecita risposta, porgiamo cordiali saluti.


Donne in Nero, Associazione per la Pace, ACS, MIR, Perilmondo, Agronomi e forestali senza frontiere, Comunità palestinese del Veneto,Beati i costruttori di pace, Arci, Associazione Incontriamoci.

Padova, 14 Giugno 2011

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