Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

16 novembre 2017

CAROVANA DELLE DONNE PER IL DISARMO NUCLEARE A PADOVA

Contro la guerra per il disarmo

La nostra Costituzione ripudia la guerra, ma....


L’Italia prevede per il 2017 una spesa militare di circa 23 miliardi di euro, 64 milioni al giorno, più di 40.000 euro al minuto!

La legge n. 185/1990 vieta l’esportazione di sistemi militari “verso Paesi in conflitto armato”, ma ....

Nel 2016 le esportazioni italiane di armamenti hanno registrato un fatturato di 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015. 
E tra gli acquirenti troviamo diversi paesi in guerra o che non rispettano i diritti umani, come Kuwait, Qatar, Turchia, Israele, Pakistan.... E tra i maggiori l’Arabia Saudita, sostenitrice ideologicamente e militarmente dell’Isis e in guerra con lo Yemen.

Il 7 luglio all’Onu 122 Stati hanno approvato  un Trattato
per la messa al bando delle armi nucleari, che proibisce sviluppo, test, produzione, acquisizione e stoccaggio sul proprio territorio di qualsiasi tipo di arma nucleare, ma ....

L’Italia non ha partecipato alla stesura e alla votazione del Trattato allineandosi alle 9 potenze nucleari (USA, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele, Corea del Nord) che in tutto il mondo detengono 15.000 testate nucleari, di cui attualmente circa 70 di stanza in Italia nelle basi militari di Aviano e Ghedi.

Per rompere il muro di indifferenza

ADERIAMO alla CAROVANA DELLE DONNE PER IL DISARMO NUCLEARE
                       dal 20 novembre al 10 dicembre 2017 in molte città italiane

INVITIAMO A:

·      FIRMARE la petizione BANDO ALLE ARMI NUCLEARI: L'ITALIA RATIFICHI!        https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminucleari
·      VISITARE la mostra “Esigete il disarmo nucleare” nel cortile pensile di Palazzo Moroni dal 22 al 28 novembre

Mercoledì 22 novembre 2017 alle 17 saremo in piazza Cavour a Padova per dire che vogliamo che il nostro Paese:
    Øsmetta di vendere armi a regimi dittatoriali e Paesi in guerra;
    Øconverta a scopi civili le fabbriche d’armi;
    Øaderisca al  Trattato per la messa al bando delle armi nucleari;
    Ønon consenta l’arrivo in Italia di altre nuove bombe nucleari  


Donne in Nero
Centro Pandora


donneinnero.padova@gmail.com

15 novembre 2017

NON DIMENTICHIAMO ! CHIEDIAMO GIUSTIZIA PER LE 26 DONNE ARRIVATE MORTE

25 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA:
PARTIAMO DA SALERNO!

Il prossimo 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, anche quest’anno manifesteremo a Roma per dire no alla violenza sui nostri corpi e sui nostri desideri. Quest’anno abbiamo deciso di partire da Salerno, dove 26 donne non sono riuscite ad arrivare vive.
A volte le ragioni per cui le donne fuggono dai loro paesi d’origine non sono le stesse che spingono gli uomini a partire, così come le condizioni del viaggio non sono le stesse. Ciechi di fronte a questo, l’Europa, l’Italia e la Libia continuano a pensare e ad applicare “logiche di accoglienza”, se così si vogliono chiamare, uguali per tutti e tutte, praticate in luoghi indescrivibili dove le donne non sono tutelate né ascoltate. Anzi, il più delle volte sono doppiamente umiliate e sfruttate.
Si continua a definire le donne deboli! Così si è detto di donne giovani rese inermi da torture e percosse. Noi sappiamo che deboli non lo erano, sono state indebolite alfine di poterle sopprimere con cinica facilità. Noi ormai sappiamo come “funziona”. La storia si ripete. Il diritto internazionale si ferma sulla soglia dell’emergenza e rende possibile la negazione dell’identità anche nella morte. 
Noi chiediamo giustizia per queste donne!
Quelle ragazze erano insieme. Ed insieme sono state uccise. Vogliamo narrare e testimoniare di questo orrore partendo da Salerno. Perché siamo convinte che la marcia che faremo il 25 novembre a Roma non può che iniziare dove il loro cammino è stato brutalmente interrotto. Vogliamo partire dall’interruzione del loro viaggio e far sentire con tutta la nostra voce che qui si tratta di un crimine contro l’umanità. La Libia, l’Italia e l’Europa dovranno rispondere della morte di queste 26 ragazze perché ciò che hanno subito non rientra in nessuna fatalità ma pienamente nelle logiche dei trattati (e delle annesse “trattative segrete”) che il governo italiano, tramite il Ministro degli Interni Marco Minniti ha stipulato.
Per secoli ci hanno detto che avevamo dei protettori, che non eravamo in grado di badare da sole alle nostre esistenze, fino a quando abbiamo svelato che erano proprio i tutori a ucciderci e silenziarci, a ridurre le nostre vite a un orribile incubo. L’uguaglianza tra noi donne ci rende consapevoli che dovunque i meccanismi della violenza percorrono le stesse strade. Per le donne che fuggono si ripropone l’ingannevole offerta della protezione alle deboli. Per immobilizzarle s’impone loro un nuovo carceriere-protettore.
Non crediamo esista una categoria “migranti”, per noi ci sono donne e uomini che si spostano o fuggono da situazioni dove la vita non è più possibile. Crediamo che la finzione della “naturale disparità” riproposta per donne che fuggono riguarda tutte noi. Nascondere le donne e la loro forza, soffocare la disobbedienza fino ad ucciderle significa mistificare la vera posta in gioco: la trafila che aggiunge orrore per fare affari, la riduzione a merce dei corpi femminili, il confinare nella paura  e nello sfruttamento la voglia di libertà delle donne.
Ciascuna/o di noi sa tutto quello che c’è da sapere e lo sanno anche coloro che vogliono la schiavitù. Da sempre diciamo basta e non ci stancheremo mai di dirlo. Noi saremo lì per svelare l’imbroglio e la vergogna che ricade su chi è complice di questo sistema razzista e sessista di sfruttamento. Ci incontreremo a Salerno per testimoniare insieme questa verità. Contro qualsiasi muro o confine, contro la violenza sulle donne e per la libertà di vita di chi attraversa il Mediterraneo.

ASSEMBLEA DELLE DONNE PERLARESTITUZIONE – CASA DELLE DONNE DI NAPOLI/BENE COMUNE


31 ottobre 2017

CONTRO LA GUERRA PER IL DISARMO


La nostra Costituzione ripudia la guerra, ma....

L’Italia prevede per il 2017 una spesa militare di circa 23 miliardi di euro, 64 milioni al giorno, più di 40.000 euro al minuto!

La legge n. 185/1990 vieta l’esportazione di sistemi militari “verso Paesi in conflitto armato”, ma ....

nel 2016 le esportazioni italiane di armamenti hanno registrato un fatturato di 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015. 
E tra gli acquirenti troviamo diversi paesi in guerra o che non rispettano i diritti umani, come Kuwait, Qatar, Turchia, Israele, Pakistan.... E tra i maggiori l’Arabia Saudita, sostenitrice ideologicamente e militarmente dell’Isis e in guerra con lo Yemen.

Il 7 luglio all’Onu 122 Stati hanno approvato  un Trattato
per la messa al bando delle armi nucleari, che proibisce sviluppo, test, produzione, acquisizione e stoccaggio sul proprio territorio di qualsiasi tipo di arma nucleare, ma ....

l’Italia non ha partecipato alla stesura e alla votazione del Trattato allineandosi alle 9 potenze nucleari (USA, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele, Corea del Nord) che in tutto il mondo detengono 15.000 testate nucleari, di cui attualmente circa 70 di stanza in Italia nelle basi militari di Aviano e Ghedi.

Per rompere il muro di indifferenza
saremo in piazza Cavour a Padova martedì 7 novembre alle 17

Vogliamo che il nostro Paese:

Ø smetta di vendere armi a regimi dittatoriali e Paesi in guerra;
Ø converta a scopi civili le fabbriche d’armi;
Ø aderisca al  Trattato per la messa al bando delle armi nucleari;
Ø non consenta l’arrivo in Italia di altre nuove bombe nucleari  

Donne in Nero

donneinnero.padova@gmail.com
http://controlaguerra.blogspot.it



27 ottobre 2017

CI RIFIUTIAMO DI ESSERE NEMICHE

Così dicono le Donne in Nero di Madrid di fronte alla preoccupante situazione che si sta vivendo in Spagna:

  
“Come donna, la mia patria è il mondo intero"

Noi Donne in Nero di Madrid siamo molto preoccupate e dispiaciute per la situazione che si sta vivendo in Catalogna e nel resto della Spagna.

Vediamo anche con gran perplessità che tutti gli altri problemi delle nostre società sono spariti dai media e dalle preoccupazioni dei governi come se non esistessero più.

I due governi parlano in nomee del popolo mentre in realtà agiscono secondo i loro interessi di partito. E entrambi son riusciti a far sì che ci consideriamo nemiche/ci tra noi.
Usano l’intimidazione, la paura e la violenza; la stessa forma con cui affrontano il conflitto con la forza è pura militarizzazione delle coscienze.

Come Donne in Nero non vogliamo che ci dividano, non vogliamo che ci separino come nemiche/ci, non vogliamo che si utilizzi la forza: Non in nostro nome né con il nostro denaro!

Come Donne in Nero vogliamo:

  • Risolvere i conflitti in un altro modo: ascoltandoci, facendo attenzione al modo in cui si fanno e si dicono le cose, evitando di mettere altra legna sul fuoco.
  • Tendere ponti tra le persone e le comunità, mettersi nei panni dell’altra parte, conoscere le sue priorità e cercare di capirle. Incontrarci tra donne, al di sopra delle frontiere.
  • Lavorare collaborando insieme per realizzare progressi sociali e delle donne.
  • Chiedere ai governi di lavorare realmente per la gente e che non ci dividano più di quanto hanno già fatto.
  • Facciamo un appello contro l’adozione di misure eccezionali e imposizioni dalle due parti, invitiamo al dialogo e al negoziato democratico e partecipativo.
Noi Donne in Nero, dalle nostre posizioni femministe, antimilitariste e nonviolente, esprimiamo la convinzione che si devono cercare alternative per imparare a far sì che i conflitti non degenerino in maggior violenza, ma generino maggior equità e giustizia per la società civile.

Non basta essere contro la violenza e le guerre, occorre analizzare le cause che le producono per poterle evitare.